Le aspettative e il calcio nei denti

“Non sarai mai più felice di quanto ti aspetti.

Per cambiare la tua felicità, cambia le tue aspettative.”

Bette Davis

Lo dico subito, non avere aspettative non è possibile. Ci facciamo aspettative perché siamo dotati di previsione e pensiero astratto, ma soprattutto perché il farsele ci rassicura, ci permette di prefigurarci in una certa situazione e di sentirci perciò preparati in anticipo, o così ci sembra.

Mia sorella Maria asseriva (sì, lei era molto assertiva!): farsi delle aspettative equivale a chiedere un calcio sui denti.

“Tanto andrà male… Tanto vedrai che non mi risponde… È troppo difficile per me…“ E così via, pensando di prepararci al peggio. In realtà non serve prepararsi, non si è mai pronti per quello che ci aspetta, farà un male boia comunque.

Ma ancora più pericolose sono le aspettative in positivo, l’anticipazione alla figata futura. Qui il calcio sui denti è una quasi certezza.  In quel momento, è bene saperlo, siamo nell’anticamera che conduce alla buia stanza della delusione. “Mi divertirò un sacco… la cena sarà un successo… Questa volta è l’uomo giusto…” Mi preparo, mi carico come una molla, già pregustando la soddisfazione in procinto di arrivare. Me la sento. E corro rischi calcio, eccome se corro rischi!

Le peggiori infine, pericolosissime,  sono le aspettative sui comportamenti delle altre persone. Di solito infatti mi aspetto che gli altri si comportino come mi comporterei io. Siccome invece loro non sono me, si comporteranno né meglio né peggio, soltanto diversamente. Questo basta, molte volte a fare stare male. E rimaniamo delusi, dando, ça va sans dire, la colpa della delusione all’altro che non è stato all’altezza delle nostre aspettative.

Allora che bisogna fare, mi chiederete, diventare ameboidi nichilisti, non avere più desideri? Ecco, bisogna fare una distinzione tra aspettative e desideri. Una cosa sono i desideri, desiderare l’ uomo/la donna finalmente giusti , o che il viaggio mi soddisfi, o che il figliolo cresca bene. Altra cosa è programmare, aspettarsi e pregustarsi in anticipo che sia proprio così. Farsi un film, trama sceneggiatura e regia e goderselo.

Io sono straconvinta che Dio abbia un bizzarro senso dell’umorismo. Se noi desideriamo una cosa gialla, ci sono buonissime probabilità che arrivi rossa. In sé il rosso è un ottimo colore che pure ci piace, ma ci rimarremo male lo stesso, solo per il fatto che sia diverso da ciò per cui ci eravamo preparati. Né meglio né peggio, diverso.

Ecco, il trucco è questo. Impariamo a vivere e misurarci con il futuro dalla bassezza nelle nostre aspettative. Se noi non ci spettiamo niente, stiamo morbidi, ogni cosa positiva che capita anche a decimale sarà un successo, e non potremo essere delusi: sarà tutto grasso che cola. E se fosse negativa, almeno non saremo stati male in anticipo, inutilmente.

Coltiviamo le speranze, questo si! Continuiamo a lavorare sui nostri sogni e desideri affinché si realizzino. Ma impariamo a non racchiudere il futuro nelle nostre limitate previsioni.

Impariamo ad avere fiducia in noi stessi, sicuri che sapremo fronteggiare ogni cosa al momento opportuno.  Ma soprattutto fiducia nella vita, perché la vita è molto più di così, la vita non è avara. Ne va della nostra felicità. Lasciamo che la vita ci sorprenda, avendo il coraggio di restare aperti allo stupore.


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