Vivere da protagonista

“Fare un nuovo passo, dire una nuova parola, è ciò che la gente teme di più.”

Fëdor Dostoevskij

Provate ad ascoltare quante persone, parlando di se’ e di quello che fanno, usino spesso queste parole: “devo”, “bisogna”, “non posso”.  Sono parte di un mantra che ognuno di noi recita ogni giorno. Ogni volta che se ne usa una, la  schiena si piega di un grado: e’ come se alla porta della cella venisse messo un altro chiodo. Nella rigidità del  verbo “dovere” sembra sentire echeggiare rumore di catene.

Provate a pensare. Che succederebbe se invece di “io devo” mi dicessi “io scelgo”? Se a “non posso” sostituissi “non voglio veramente”?

In ogni momento ho una opzione diversa, e questa è la verità. Il “non posso” non esiste. In ogni momento potrei decidere di lasciare tutto, aprire un chiringuito sulla spiaggia da qualche parte e vivere di noci di cocco.  Che cosa me lo impedisce? E’ vero, ho dieci figli… ma comunque potrei, se lo volessi. Non lo faccio perché NON VOGLIO, non perché NON POSSO. Ho fatto una scelta. Con i dieci pargoli scelgo di stare, invece di subirli.

La prigione non è più tale se io ci sto per scelta. Se la porta della cella è aperta, cessa di essere una cella.

Il fatto è che la libertà fa paura, e dare la colpa agli altri, al destino cinico e baro, alle congiunzioni astrali, alla sfiga, ci esime dalla responsabilità di agire. Di cambiare. Fare la vittima è molto più comodo, e deresponsabilizza.

Passiamo metà della nostra esistenza a lamentarci e a commiserarci, invece di viverla.

E intanto scordiamo che siamo attori, sceneggiatori, registi della nostra esistenza. Non ci piace la coreografia… cambiamo colori e gli sfondi. Gli attori ci hanno stufato…. cerchiamone di nuovi. La trama è opaca… mettiamoci un bel colpo si scena.

Abbiamo in mano pennelli e colori. Usiamoli.

Non necessariamente la vita diventerà più bella, o più facile, ma almeno ne sarò grande attore protagonista.

“La via d’uscita è dentro.”

Thich Nhat Hahn, Maestro Zen


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