Vivere a ciuffetti

“Vivi ogni giorno come se fosse il primo, l’unico, l’ultimo.”

Signora Iris, mia padrona di casa

Chi mi conosce di persona sa che ho avuto un lutto recente, un lutto importante. Di quelli che non dovrebbero esserci.

Nei giorni che seguono un lutto si ragiona, si parla con tante persone che portano conforto con le parole che sanno, pur sapendo che non ci sono parole che bastino.

Una di queste è stata l’altro giorno la Signora Iris (ne parlo qui) che mi ha detto con gli occhi lucidi, con il suo modo dimesso e affastellato, che ogni giorno andrebbe vissuto come se fosse il primo l’unico l’ultimo.

Ripensare alle sue parole mi ha portato, attraverso passaggi logici che vi risparmio, alla geometria dei frattali (qui): quella per cui un oggetto si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale. Sembra una cosa astrusa, ma in realtà ne abbiamo esempi sotto gli occhi ogni giorno: è ciò di cui è fatto il broccolo, o il cavolfiore. Ogni ciuffetto che li forma si moltiplica in una copia di se stesso in scala sempre maggiore.

Ecco, ho pensato, e  se noi vivessimo la nostra vita a frattali, cosicché ogni giorno fosse un pezzetto piccolo o grande che aggiungiamo agli altri?

Ogni giorno è una storia a se’, che ogni sera si conclude andando a dormire, e va ad aggiungere al quadro generale il suo frattale pezzetto di sostanza, cose, cuore, azioni, dolori; a volerla vedere, ogni giornata si ripete come un piccolo capolavoro nella sua finitezza, in una completezza bella in se’,  e di per se’.

Il giorno vissuto va ad incastrarsi ad una costruzione crescente, a cui è possibile aggiungere e mai togliere, che si arricchisce di  colori rutilanti, di nuove prospettive e ardite architetture, pur rimanendo sempre unitariamente perfetta e compiuta.

E non serve cercare un senso: il senso è nella mancanza di senso, nella bellezza della ripetizione mai uguale, che  permette di rifiatare e di ricominciare. Perché ogni giorno è un ciuffetto nuovo, uno più uno più uno più uno, a formare quel grande broccolo che è la vita.

E’ una modalità che non lascia mai porte aperte a rimpianti: perché una vita non si giudica a posteriori per quello che avrebbe potuto essere, ma per quello che è stata momento dopo momento, e cioè comunque e sempre una magnifica opera d’arte.

Dedicato ai miei fratelli, imprescindibili ciuffetti della vita mia.


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